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BLOG OF A TOUR GUIDE IN ROME

UN'ANTICA, E LUSSUOSA, LATRINA DELLA ROMA DEGLI IMPERATORI

10/10/2026 12:00

Gianluca Pica

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UN'ANTICA, E LUSSUOSA, LATRINA DELLA ROMA DEGLI IMPERATORI

In Via Garibaldi, sul Gianicolo, venne rinvenuta un'antica latrina romana molto interessante...

 

 

 

In Via Gardibaldi una latrina dalla Roma antica stupisce per i suoi stucchi e per il suo ambiente raffinato.

 

 

 

Siamo al Gianicolo, lo storico colle romano da cui si gode una vista spettacolare sulla città. Un colle che fu un campo di battaglia alla fine dell'Ottocento, che ospita l'Orto Botanico o meravigliose ville rinascimentali (come questa). Ma, sepolto nel sottosuolo di questa altura, c'è ben altro. Immaginate come nel 1963 crollò parzialmente un muro, eretto nel Seicento, che serviva a rinforzare la piazzetta antistante la chiesa di San Pietro in Montorio (spettacolare, dovreste visitarla). E molta fu la sorpresa quando,  scavando, gli operai cominciarono a trovare resti di una stanza molto particolare, risalente almeno al II secolo d.C. Non era una semplice stanza, bensì una tipica latrina pubblica della Roma antica. Una latrina particolare, se vogliamo, poiché molti furono i resti di stucchi e affreschi qui ritrovati. Dunque non doveva essere qualcosa per le tasche di molti, poiché dobbiamo considerare come si dovesse pagare, anche se non tantissimo,  per accedervi. Una specie di toilette di lusso, ecco. Vediamo qualcosa in più assieme alla vostra guida turistica locale a Roma.

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Come anticipato colpisce, ancora oggi, la qualità della preservazione di alcuni degli stucchi e degli affreschi originali. Le pareti sono suddivise da eleganti cornici colorate nel mezzo delle quali campeggiano figurine campestri e, soprattutto, animali. Famosa è l'immagine di uno stambecco rampante qui raffigurato e straordinariamente ben conservato. Sono state rinvenute anche tracce di pittura risalenti al I secolo d.C., dunque è possibile ipotizzare come questo ambiente, in origine, facesse parte di un residenza privata appartenente a una famiglia nobile. Ambiente che poi, chissà per quale vicissitudine, divenne a uso pubblico, non più privato. Dopotutto questo bagno era, dal punto di vista degli antichi romani, ma anche con gli occhi di oggi, abbastanza lussuoso. Anche il pavimento era riccamente decorato, in questo caso da un classico mosaico a tessere bianche e nere. Non dimentichiamoci, però che siamo comunque in una latrina. Quindi sono stati rinvenuti i resti del canale principale che correva lungo tre dei quattro lati, canale rivestito di cocciopesto in quanto era qui che, continuamente, fluivano le acque, prima pulite poi reflue. Parallelo a questo canale ecco in parte comparire un'altra canalina, utile per il continuo ricircolo dell'acqua. Manca qualcosa, però…

Difatti il primo canale di scolo, quello principale, come in tutte le latrine della Roma di un tempo era coperta da dei sedili in pietra o marmo, aventi sulla superficie il foro su cui ci si doveva sedere per le proprie abluzioni. Esempi simili sono stati quasi sempre ritrovati, in presenza di una latrina, ma non in questo caso. Il motivo? Gli archeologi ipotizzano che i sedili, come altri elementi di arredo, dovevano essere realizzati in legno. Niente di eccezionale, poiché esistono altri esempi in giro per il mondo, ma certamente qualcosa di inusuale, ecco. Così come è inusuale, se così possiamo dire, le frasi licenziose, scurrili o ironiche che gli archeologi hanno rinvenuto lungo le pareti della latrina. Incisioni lasciate nel corso dei secoli dai clienti della latrina! Non dimentichiamoci come in un ambiente del genere c'era tutto tranne che la privacy. Nessun elemento a dividere i fori che correvano lungo la lastra in pietra o marmo posta sopra lo scarico. Immaginare dunque di fare le vostre cose a pochissimi centimetri da una persona intenta a fare le stesse vostre cose, o peggio. Era anche un modo, un poco particolare, per chiacchierare del più e del meno, per socializzare. Un luogo pubblico per eccellenza in cui incontrare amici o sconosciuti. Lo stesso irriverente Marziale, a esempio, ci parla di uno scroccone di nome Varra, il quale passava le sue giornate in una latrina per scroccare un pranzo gratis. Terminate le proprie abluzioni c'era chi si lasciava andare a massime davvero incoraggianti, come un'incisione in cui leggiamo: “Dopo aver goduto dei piaceri della tavola è bene fare un salto qui prima di dedicarsi poi, leggeri, ai piaceri dell'amore”. Ecco, infine, un ulteriore esempio di quanto il sottosuolo di Roma possa regalarci sorprese senza tempo (come potete leggere anche qui e qui). Meraviglioso, vero?

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